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Impara le lingue con me

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La mia Storia

Giugno 1990.

È iniziato tutto allora.

Era l’anno dei mondiali di calcio in Italia, l’estate delle notti magiche.

Si poteva percepire l’entusiasmo anche solo camminando per strada, e gli eventi internazionali organizzati in città rendevano questo entusiasmo assolutamente contagioso.

È iniziato tutto esattamente quando a 6 anni, mano nella mano con mio padre e mio fratello, ho varcato il cancello della Mostra d’Oltremare. 

E ho scoperto il mondo…

 

I padiglioni della fiera erano divisi per continente, ed ognuno ospitava gli stand dedicati alle nazioni partecipanti. 

Gli spettacoli, le illustrazioni, le canzoni e i suoni provenienti dai quattro angoli della terra devono essermi sembrati come la scoperta dei colori…

C’era qualcosa oltre l’Italia, e i nomi e le strane forme sulle cartine geografiche nascondevano in realtà altrettanti mondi.

Non ricordo molto altro di quel pomeriggio, se non il souvenir che costrinsi mio padre a comprare. 

Jingle Ball, una pallina elettronica con 24 pulsanti coperti da altrettante bandiere, una per ogni nazione partecipante al mondiale. 

Premere le bandiere faceva suonare i rispettivi inni nazionali, con quel suono elettronico che solo un oggetto di quegli anni sapeva emettere.

Nella stessa giornata in cui avevo scoperto il mondo, mi resi conto che potevo tenerlo tra le mani ed ascoltarne i suoni…

 

Curiosità e Passione

Giuro di essere stato un bambino come tanti altri. Molto curioso, questo sì. 

Di lì a poco chiesi ai miei genitori un altro aggeggio elettronico: un traduttore multilingue, Fanfare Translator. 

Sembrava un telecomando con le lettere al posto dei numeri, aveva un piccolissimo display e 5 pulsanti colorati corrispondenti a 5 lingue diverse. 

Ricordo ancora i viaggi in macchina passati a tradurre qualsiasi parola mi venisse in mente…  

 

Ormai più grande, il primo vero libro che ho letto è stato “Il Giro del Mondo in 80 giorni” di Jules Verne. 

Guardando indietro e unendo i puntini, devo ammettere che questi semplici oggetti hanno di fatto plasmato la mia personalità e mi hanno dato una prima visione di un mondo multiculturale.  

E le lingue erano la chiave per comprenderlo.

 

Nonostante ciò, non ho frequentato il liceo linguistico, e non ho studiato lingue neanche all’università.

Le lingue per me erano pura curiosità, qualcosa da legare alle mie passioni, e non qualcosa da dover studiare. 

Non me ne rendevo conto, ma avevo scoperto uno dei segreti più importanti nell’apprendimento linguistico.

Obiettivi e Lezioni

Le lingue mi intrigavano, ma non mi era ancora chiaro cosa dovessi farci, né dove dovessi cominciare. 

È stato soltanto negli anni universitari che mi sono reso conto di aver bisogno di un piano: decisi quindi che avrei studiato una lingua straniera all’anno. 

4 anni dopo, al momento della laurea, oltre all’inglese, parlavo anche spagnolo, portoghese, francese ed un po’ di tedesco. 

La passione mi aveva fatto avvicinare alle lingue, ma soltanto fissare un obiettivo chiaro e raggiungibile me le aveva fatte imparare. 

 

Con il tempo ho studiato anche giapponese, catalano, olandese, greco, cinese, afrikaans, rumeno, svedese e poi russo. 

A spingermi è sempre la stessa curiosità di quando quel giorno da piccolo entrai nella Mostra d’Oltremare…

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