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Impara le lingue con me

Questo articolo svela 3 segreti del mio metodo. 

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Segreti e Rivoluzioni

Ogni lingua è un’avventura nuova e diversa e presenta delle sfide specifiche. 

Ma è anche vero che tanti principi dell’apprendimento linguistico possono essere applicati ad ogni lingua.

Questi principi sono i miei “segreti”: mi ci sono voluti 20 anni per “scoprirli”…

Guardiamoli insieme! 

 

1) Il Metodo Naturale

Input comprensibile, graduale e coinvolgente

Ascolto e lettura formano l’input, il linguaggio che elaboriamo e assorbiamo.

Scrittura e parlato, dall’altro lato, formano l’output, ovvero il linguaggio che produciamo.

Il Metodo Naturale per apprendere qualsiasi lingua, quello usato dai bambini di tutto il mondo nei primissimi anni di vita, è basato sull’elaborazione dell’input.

Nel loro caso parliamo dell’ascolto, ma ovviamente per gli adulti possiamo includere anche la lettura.

Sono fermamente convinto, e diversi studi confermano questa ipotesi, che sia necessario concentrarsi sull’input in una prima fase, per poi integrare l’output successivamente.

In fin dei conti, possiamo usare soltanto le parole che capiamo.

Non solo: l’input deve essere comprensibile, graduale e coinvolgente.

Comprensibile vuol dire che dobbiamo essere messi nella condizione di capire il testo, o l’audio, che ci viene proposto.

Questo può avvenire, ad esempio, attraverso l’uso di parole che già conosciamo, una traduzione nella nostra lingua, o altri aiuti visivi.

Graduale significa che il grado di difficoltà deve essere sempre adattato alle conoscenze ed al livello dello studente, che deve riuscire a capire da solo l’80-90% del contenuto, in modo da poter lavorare sul restante 10-20% da decifrare ed imparare.

Coinvolgente, perché il materiale che studiamo deve interessarci, appassionarci, o quanto meno incuriosirci.

Più è alto il nostro coinvolgimento, più sarà facile dimenticare che stiamo leggendo o ascoltando una lingua straniera.

Utilizzare materiale comprensibile, graduale e coinvolgente rende piacevole il processo di apprendimento di una lingua.

I progressi, e poi anche la produzione orale o scritta, non ne sono che una naturale conseguenza.

2) L’insegnante è la lingua

Copernico e Spiderman

Siamo cresciuti in un mondo che ci ha detto che abbiamo bisogno di qualcuno che ci insegni le lingue, esattamente come avviene con la storia, la geografia o la matematica.

Ma se ci pensi, presumibilmente hai iniziato a parlare italiano all’età di 2-3 anni, quando forse non eri ancora nemmeno andato a scuola. 

Chi ti ha insegnato l’italiano? Puoi davvero dire che i tuoi genitori ti hanno “insegnato” l’italiano, nel senso didattico del termine?

In realtà loro si sono limitati a parlarti ed al massimo a correggerti di tanto in tanto.

Possiamo chiamarli insegnanti?

La verità è che una lingua ha bisogno di uno studente, ma non di un insegnante.

Perché l’insegnante è la lingua stessa. 

È un po’ una rivoluzione copernicana, che mette te, lo studente, al centro dell’universo delle lingue. 

Ma “da grandi poteri derivano grandi responsabilità”: imparare una lingua oppure no dipende esclusivamente da te, dallo studente.

È tutto nelle tue mani.

Il ruolo dell’insegnante è quello di guidarti ed accompagnarti, esattamente come un genitore con un bambino.

Ma tutto quello che abbiamo bisogno di sapere, lo possiamo imparare dalla lingua stessa che vogliamo studiare.

Ad insegnarci davvero una lingua è l’osservazione di come funziona una lingua, l’abituarsi a riconoscere alcuni pattern, gli schemi che si ripetono in continuazione all’interno di una lingua.

E riuscire a riprodurli autonomamente con il tempo: imparare una lingua è più che altro una questione di farci l’abitudine.

3) Le lingue non hanno una grammatica, hanno una logica

È logico!

Ma allora come si fa a studiare la grammatica?

La grammatica per tanti studenti di lingue è uno degli ostacoli più grandi.

Ma anche qui la chiave è come ci si pone nei confronti della questione.

Ti posso assicurare che nessuna lingua naturale è nata sedendosi attorno ad un tavolino e stabilendone le regole grammaticali.

Quando sono nate le prime lingue parlate, i tavolini non esistevano nemmeno!

Scherzi a parte, la lingua parlata precede di decine di migliaia di anni la lingua scritta.

E anche con l’arrivo della scrittura, la stragrande maggioranza dei classici greci sono stati scritti prima che fosse scritta la prima grammatica.

Non solo: i primi libri di grammatica erano libri che si limitavano ad osservare il funzionamento delle lingue, non a regolarlo.

Questo perché le lingue di per sé non hanno una grammatica. Le lingue hanno una logica.

La grammatica non è altro che ingegneria inversa: smontare una lingua nelle sue parti e ricavarne dalla logica delle regole di funzionamento

La differenza tra logica e regole è sottile ma allo stesso tempo sostanziale.

Perché il nostro cervello è una macchina eccezionale, molto abile nell’estrapolare la logica dal mondo che ci circonda (Riconoscimento di Pattern), e quando deve provare ad indovinare logicamente quello che non sa per certo (Pensiero Induttivo).

In sintesi: imparare le lingue è più facile se ne seguiamo la logica invece di provare a memorizzarne le regole.

Questi sono solo 3 “segreti” che ho scoperto, 3 di tanti principi che ho imparato, o che ho elaborato, in 20 anni di esperienza.

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